{"id":4772,"date":"2025-03-15T17:44:57","date_gmt":"2025-03-15T17:44:57","guid":{"rendered":"https:\/\/davinciaste.com\/?p=4772"},"modified":"2025-03-16T16:46:20","modified_gmt":"2025-03-16T16:46:20","slug":"le-1-000-lire-nuove-della-banca-di-genova-capostipiti-delle-banconote-moderne","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/davinciaste.com\/it\/2025\/03\/15\/le-1-000-lire-nuove-della-banca-di-genova-capostipiti-delle-banconote-moderne\/","title":{"rendered":"La Banca di Genova e i Capostipiti delle banconote moderne"},"content":{"rendered":"<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Tratto dall&#8217;articolo di Alessandro Fiamingo pubblicato sul numero 14 di dicembre 2024 della Rivista dell&#8217;Associazione Italiana Cartamoneta diretta da Stefano Poddi<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La <strong>Banca di Genova<\/strong>, istituita durante il regno di <strong>Carlo Alberto di Savoia<\/strong> (1831-1849), pu\u00f2 essere considerata il primo istituto bancario italiano &#8220;moderno&#8221; autorizzato a <strong>emettere cartamoneta<\/strong>. L&#8217;idea di creare un ente simile fu concepita gi\u00e0 nella primavera del 1836 da <strong>Camillo Benso di Cavour<\/strong> con il coinvolgimento diretto della famiglia di imprenditori finanziari <strong>De La Rue<\/strong>. Tuttavia, le condizioni non erano ancora favorevoli e l&#8217;iniziativa naufrag\u00f2. Qualche anno pi\u00f9 tardi, nel 1843, <strong>Luigi Raffaele de Ferrari<\/strong>, Duca di Galliera, rilanci\u00f2 l&#8217;impresa che stavolta trov\u00f2 pieno supporto, prendendo vita con la promulgazione delle <strong>Regie Patenti n. 437 del 16 marzo 1844<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Con un capitale iniziale di <strong>quattro milioni<\/strong>, l&#8217;istituto ottenne l&#8217;autorizzazione per operazioni di anticipazione, sconto, conto deposito e, soprattutto, come gi\u00e0 previsto nello statuto, la facolt\u00e0 di <strong>emettere cartamoneta<\/strong>. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong><em>Di conseguenza, i biglietti messi a punto dalla Banca di Genova tra il 1845 e il 1848 rappresentarono il prototipo su cui si svilupp\u00f2 successivamente la cartamoneta del Regno di Sardegna e del Regno d&#8217;Italia. <\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Mancando le maestranze in loco, ci si rivolse alla <strong>Francia<\/strong> e in particolare ai suoi tecnici altamente qualificati. Per la progettazione si guard\u00f2 dunque alla nuova <strong>banconota da 1.000 Franchi<\/strong> emessa a partire dal 1842 (Fig. 1).<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"581\" src=\"https:\/\/davinciaste.com\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/Fig-1-1-1024x581.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-4781\" srcset=\"https:\/\/davinciaste.com\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/Fig-1-1-1024x581.jpg 1024w, https:\/\/davinciaste.com\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/Fig-1-1-300x170.jpg 300w, https:\/\/davinciaste.com\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/Fig-1-1-768x435.jpg 768w, https:\/\/davinciaste.com\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/Fig-1-1-1536x871.jpg 1536w, https:\/\/davinciaste.com\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/Fig-1-1-2048x1161.jpg 2048w, https:\/\/davinciaste.com\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/Fig-1-1-18x10.jpg 18w, https:\/\/davinciaste.com\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/Fig-1-1-600x340.jpg 600w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Fig. 1: la banconota francese da 1.000 Franchi che fu la base per la progettazione delle banconote della Banca di Genova<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ad esempio, nel 1851, quando la neonata <strong>Banca Nazionale negli Stati Sardi<\/strong> emise la propria cartamoneta, ne riprese i motivi principali, come lo <strong>stemma in alto al centro affiancato da due figure<\/strong>, i due <strong>putti al centro in basso<\/strong>, e render\u00e0 omaggio all\u2019illustre cittadino <strong>Cristoforo Colombo<\/strong>, presente fin dall\u2019inizio sulla prima serie del biglietto del 1845 (Fig. 2).<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"628\" src=\"https:\/\/davinciaste.com\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/Fig-4-scaled-1024x628.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-4786\" srcset=\"https:\/\/davinciaste.com\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/Fig-4-scaled-1024x628.jpg 1024w, https:\/\/davinciaste.com\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/Fig-4-scaled-300x184.jpg 300w, https:\/\/davinciaste.com\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/Fig-4-scaled-768x471.jpg 768w, https:\/\/davinciaste.com\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/Fig-4-scaled-1536x941.jpg 1536w, https:\/\/davinciaste.com\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/Fig-4-scaled-2048x1255.jpg 2048w, https:\/\/davinciaste.com\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/Fig-4-18x12.jpg 18w, https:\/\/davinciaste.com\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/Fig-4-600x368.jpg 600w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Fig. 2: l&#8217;unico esemplare conosciuto del I Tipo del biglietto da 1.000 Lire nuove della Banca di Genova del 1845, custodito in Banca d&#8217;Italia.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il processo che port\u00f2 all&#8217;emissione fu lungo e cominci\u00f2 il <strong>10 agosto 1844<\/strong>. Il <strong>18 dicembre 1844<\/strong> fu stipulato un contratto con <strong>Durieux<\/strong> per acquistare strumenti come la <strong>pressa per stampa<\/strong>, <strong>piastre in acciaio<\/strong>, <strong>bauli di sicurezza<\/strong> e <strong>timbri<\/strong>. Durieux sistem\u00f2 i punzoni degli elementi tipografici e aveva competenze in <strong>anticontraffazione<\/strong> e preparazione dell&#8217;inchiostro speciale. Entro il <strong>24 dicembre 1844<\/strong>, le bozze dei biglietti ricevettero l&#8217;approvazione iniziale da <strong>Tommaso Spinola<\/strong>, presidente del Consiglio di Reggenza, con una seconda approvazione il <strong>27 febbraio 1845<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il <strong>29 aprile<\/strong> si procedette alla creazione definitiva dei biglietti. Di questa serie \u00e8 conosciuto un unico esemplare da <strong>1.000 Lire<\/strong>, custodito nelle collezioni della <strong>Banca d&#8217;Italia<\/strong>. La banconota, datata <strong>1 aprile 1845<\/strong>, presenta uno stile fortemente <strong>francese<\/strong> e le seguenti caratteristiche: carta sottile con testo in filigrana &#8220;<strong>Mille Lire nuove &#8211; BANCA DI GENOVA<\/strong>&#8220;, e stampa tipografica <strong>recto\/verso ad impressione \u201cidentica\u201d<\/strong> 25 o \u201ca registro\u201d. Quando il banco apr\u00ec ufficialmente gli sportelli al pubblico il <strong>17 maggio 1846<\/strong>, poteva gi\u00e0 consegnare le nuovissime emissioni.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Dalla prima creazione, la <strong>circolazione crebbe rapidamente<\/strong>. Diciotto mesi dopo la sua istituzione, cio\u00e8 il <strong>31 dicembre 1846<\/strong>, i biglietti in circolazione ammontavano a <strong>4.216.750 lire nuove<\/strong>; il <strong>30 giugno 1847<\/strong> raggiungevano un totale di <strong>5.072.500 lire nuove<\/strong>, mentre il <strong>31 dicembre 1847<\/strong> arrivarono a un subtotale di <strong>8.644.000 lire nuove in circolazione<\/strong> e <strong>2.356.000 in cassa<\/strong>, per un totale di <strong>11 milioni di lire in cartamoneta<\/strong>. Tra il 1847 e il 1849, ulteriori sviluppi consolidarono l&#8217;attivit\u00e0 della Banca di Genova. Il <strong>26 agosto 1847<\/strong> venne acquistata ulteriore carta filigranata a <strong>Parigi<\/strong>. Il <strong>21 settembre 1848<\/strong> la banca concesse un&#8217;anticipazione di <strong>20 milioni di Lire<\/strong> al governo sabaudo, impegnato nelle operazioni militari nel <strong>Regno Lombardo-Veneto<\/strong> contro l\u2019impero Asburgico, mentre in Italia e in Europa erano frequenti i disordini dovuti ai moti del 1848, noti come \u201c<strong>primavera dei popoli<\/strong>\u201d. Per sostenere l&#8217;economia, la banca autorizz\u00f2 la <strong>circolazione di ulteriori biglietti<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">A <strong>ottobre<\/strong>, il Consiglio della Banca informa il <strong>Regio Commissario<\/strong> dell&#8217;intenzione di accelerare l&#8217;emissione del nuovo biglietto da <strong>100 lire<\/strong>. Si era cercato di garantire che il nuovo taglio non potesse essere falsificato o confuso con altri. Tuttavia, la <strong>carta rosellina<\/strong>, nel tempo, avrebbe potuto presentare problemi.<br>Il biglietto da <strong>100 Lire<\/strong> poteva sbiancarsi, permettendo potenzialmente di alterare la scritta \u201ccento\u201d in \u201cmille\u201d. Per risolvere tale problematica, il Consiglio incaric\u00f2 il <strong>Duca di Galliera<\/strong> di procurare da <strong>Parigi<\/strong> un nuovo modello di biglietto, differente da quelli gi\u00e0 in circolazione per i nominali da <strong>250, 500 e 1.000 Lire Nuove<\/strong> (Fig. 3), oltre a un modello esclusivo per il nominale da <strong>100 Lire<\/strong>. Per quest&#8217;ultimo, venne scelto un design con <strong>cornice ovale<\/strong>, ideato per distinguere chiaramente il valore inferiore da quello massimo emesso.<br><\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"548\" src=\"https:\/\/davinciaste.com\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/Fig-5-scaled-1024x548.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-4797\" srcset=\"https:\/\/davinciaste.com\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/Fig-5-scaled-1024x548.jpg 1024w, https:\/\/davinciaste.com\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/Fig-5-scaled-300x161.jpg 300w, https:\/\/davinciaste.com\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/Fig-5-scaled-768x411.jpg 768w, https:\/\/davinciaste.com\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/Fig-5-scaled-1536x822.jpg 1536w, https:\/\/davinciaste.com\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/Fig-5-scaled-2048x1096.jpg 2048w, https:\/\/davinciaste.com\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/Fig-5-scaled-18x10.jpg 18w, https:\/\/davinciaste.com\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/Fig-5-600x321.jpg 600w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Fig. 3: uno dei due esemplari conosciuti del II Tipo del biglietto da 1.000 Lire nuove della Banca di Genova del 1849, custodito in Banca d&#8217;Italia.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Riassumendo: <\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li>nella creazione del <strong>1\u00b0 aprile 1845<\/strong> furono impiegati i tre nominali superiori con il design del <strong>I Tipo<\/strong>, che presenta, nel medaglione in basso al centro, &#8220;<strong>Cristoforo Colombo<\/strong>&#8221; con un mappamondo, affiancato dai geni della <strong>Giustizia<\/strong> e della <strong>Legge<\/strong>. Ai margini laterali, le allegorie in coppia di <strong>Industria<\/strong> e <strong>Abbondanza<\/strong>, <strong>Commercio<\/strong> e <strong>Scienza<\/strong>, sostengono le effigi di <strong>Giano Bifronte<\/strong>. In alto, al centro, sono raffigurate le <strong>Armi della citt\u00e0 di Genova<\/strong>, abbracciate da <strong>grifoni su cornucopie<\/strong>. L&#8217;insieme \u00e8 impreziosito da <strong>caducei<\/strong>, <strong>racemi<\/strong>, <strong>nature morte<\/strong>, <strong>drapperie<\/strong> e altri elementi ornamentali.<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li>I biglietti del <strong>II Tipo<\/strong> introducono un design rinnovato, con al centro <strong>San Giorgio<\/strong> che trafigge il drago, affiancato da due <strong>putti alati<\/strong>. L&#8217;effigie di <strong>Colombo<\/strong> compare in uno dei due medaglioni ai margini del biglietto sorretto dalle allegorie, mentre nell&#8217;altro medaglione continua a essere raffigurato il dio <strong>Giano<\/strong>, questa volta rappresentato sia come un vecchio barbuto che come un giovane imberbe. In alto, al centro, svettano le <strong>Armi della citt\u00e0<\/strong>, arricchite da raffinati <strong>rostri<\/strong> con figure zoomorfe che spuntano da dietro i grifoni. Gli elementi secondari a contorno sono stati rinvigoriti nello stile e realizzati con tratti pi\u00f9 sottili.<br><\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il <strong>14 dicembre 1849<\/strong>, la <strong>Banca di Genova<\/strong> si fuse con la nuova <strong>Banca di Torino<\/strong>, terminando un&#8217;era per l&#8217;istituto genovese e aprendo nuove prospettive.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Dal punto di vista <strong>collezionistico<\/strong>, le banconote da <strong>1.000 Lire<\/strong> descritte sono estremamente rare. Due esemplari del <strong>I tipo<\/strong> datati <strong>1 aprile 1845<\/strong> e <strong>II tipo<\/strong> datati <strong>20 luglio 1848<\/strong> sono conservati nelle collezioni della <strong>Banca d\u2019Italia<\/strong>. Un secondo esemplare del <strong>II tipo<\/strong>, datato <strong>23 novembre 1849<\/strong> (ndr: <strong>quello presentato nell\u2019Asta e-Live 3 dell\u201911 aprile 2025 della Casa d\u2019Aste da Vinci<\/strong>) potrebbe essere una prova di stampa o un biglietto difettoso conservato per testare diverse lastre (Fig. 4 e 5).<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"521\" src=\"https:\/\/davinciaste.com\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/DSC1300-1-scaled-1024x521.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-4806\" srcset=\"https:\/\/davinciaste.com\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/DSC1300-1-scaled-1024x521.jpg 1024w, https:\/\/davinciaste.com\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/DSC1300-1-scaled-300x153.jpg 300w, https:\/\/davinciaste.com\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/DSC1300-1-scaled-768x391.jpg 768w, https:\/\/davinciaste.com\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/DSC1300-1-scaled-1536x782.jpg 1536w, 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iconici come il <strong>1.000 Lire della Banca Nazionale<\/strong> e il <strong>1.000 Lire Barbetti<\/strong>, ed \u00e8 pertanto <strong>da custodire nelle pi\u00f9 importanti collezioni.<\/strong><\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Tratto dall&#8217;articolo di Alessandro Fiamingo pubblicato sul numero 14 di dicembre 2024 della Rivista dell&#8217;Associazione Italiana Cartamoneta diretta da Stefano 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