{"id":4595,"date":"2024-09-18T20:41:34","date_gmt":"2024-09-18T20:41:34","guid":{"rendered":"https:\/\/davinciaste.com\/stage\/?p=4595"},"modified":"2024-09-19T17:03:20","modified_gmt":"2024-09-19T17:03:20","slug":"la-serie-uomini-illustri-e-la-5000-lire-cristoforo-colombo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/davinciaste.com\/stage\/2024\/09\/18\/la-serie-uomini-illustri-e-la-5000-lire-cristoforo-colombo\/","title":{"rendered":"La Serie \u201cUomini Illustri\u201d e la 5.000 Lire Cristoforo Colombo"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Pubblicato su <strong>AIC Magazine &#8211; Anno VII, N.13, rivista dell&#8217;Associazione Italiana Cartamoneta<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Autore: <strong>Alessandro Fiamingo<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il biglietto oggetto di questo approfondimento nasce in un contesto economico, politico e storico in grande fermento, in cui il mondo intero va incontro ad una serie di trasformazioni e rivoluzioni in un brevissimo&nbsp;&nbsp;lasso di tempo. \u00c8 il periodo del \u201cmiracolo economico italiano degli anni \u201950\u201d, in cui la scena mondiale \u00e8 monopolizzata da personaggi poi divenuti iconici, come&nbsp;J.F.&nbsp;Kennedy, Che Guevara, Martin&nbsp;Luther&nbsp;King, Marilyn Monroe.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il paese \u00e8 protagonista di una ripresa senza precedenti nella sua storia&nbsp;&nbsp;grazie alla rapida industrializzazione e ad un\u2019intelligente gestione economica e politica. Parte del merito va attribuita alla brillante direzione del governatore della Banca d\u2019Italia, Donato&nbsp;Menichella, che ricopr\u00ec la posizione dal 1947 al 1960. Egli contribu\u00ec sensibilmente al boom economico perseguendo una politica di stabilit\u00e0 monetaria e liberalizzazione del commercio estero. Sotto la sua guida inoltre, la lira fu incoronata dal&nbsp;<em>Financial&nbsp;Times<\/em>&nbsp;vincitrice negli \u201cOscar delle monete\u201d del 1959<a href=\"#_ftn1\" id=\"_ftnref1\"><sup>[1]<\/sup><\/a>. A seguito di una valutazione di un comitato di esperti, sia inglesi che internazionali, fu riconosciuta la solidit\u00e0 della moneta italiana e la destrezza con cui tale solidit\u00e0 era stata raggiunta. Questa attestazione non aveva un valore concreto, ma rifletteva piuttosto la stima e la fiducia dei banchieri, dei governi e degli operatori commerciali globali verso la lira e l&#8217;economia italiana, fondamentali per sostenere la crescita. L&#8217;economia italiana, nel 1959, aveva registrato un incremento del 9-10% rispetto all&#8217;anno precedente, segno di un&#8217;espansione robusta che coinvolgeva vari settori industriali e commerciali.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nel 1960 subentr\u00f2 come governatore della Banca d\u2019Italia Guido&nbsp;Carli, e tra le tante sfide che il successore dovette affrontare vi era quella di rimettere ordine al circolante.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Facendo un passo indietro, sappiamo che dopo il 1945 l\u2019intera massa monetale fu rivoluzionata: con il passaggio dalla monarchia alla repubblica si rese necessario esibire nuovi simboli, riconiare l\u2019intera serie metallica ed emettere differenti tipi cartacei. Per il circolante spiccio ci si concentr\u00f2 sui simboli dell\u2019agricoltura, dell\u2019industria, del commercio. Per i biglietti di banca la situazione invece era pi\u00f9 sfaccettata. Dopo che le trattative per dei biglietti \u201cMade&nbsp;in USA\u201d raffiguranti Garibaldi<a href=\"#_ftn2\" id=\"_ftnref2\"><sup>[2]<\/sup><\/a>&nbsp;naufragarono all\u2019ultimo, si emisero inizialmente dei&nbsp;&nbsp;formati piuttosto allungati per i titoli provvisori, simili ad assegni circolari. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Successivamente fu la volta di una nuova serie denominata \u201cRegine del Mare\u201d e di grandissimo formato, con valori facciali di 5.000 e 10.000 Lire. A queste emissioni \u201cextra-large\u201d si affiancarono biglietti di dimensioni pi\u00f9 agili come quelli da 50 e 100 Lire (serie \u201cItalia Turrita\u201d), e da 500 e 1.000 Lire (serie \u201cItalia\u201d), il cui formato fu influenzato fortemente dall\u2019esperienza di circolazione delle AM Lire e dei dollari<a href=\"#_ftn3\" id=\"_ftnref3\"><sup>[3]<\/sup><\/a>. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Non \u00e8 quindi una sorpresa che, negli anni \u201860, nacque l\u2019esigenza di spostarsi verso banconote pi\u00f9 \u201cportatili\u201d anche per i valori superiori. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">I giornali dell\u2019epoca non a caso titolarono \u201cSpariranno i bigliettoni<a href=\"#_ftn4\" id=\"_ftnref4\"><sup>[4]<\/sup><\/a>\u201d, salutando con trepidante attesa le nuove serie che sarebbero entrate in circolazione a breve<a href=\"#_ftn5\" id=\"_ftnref5\"><sup>[5]<\/sup><\/a>. In diversi articoli si illustrava di come il Belpaese fosse ancora l\u2019unico ad utilizzare biglietti fuori misura. Le cause erano anche dovute all\u2019erosione del valore causato dall\u2019inflazione. Se quindi nel 1936, anni prima della Grande Guerra, un biglietto imponente come quello da 1.000 Lire \u201cBarbetti\u201d fosse giustificato, poich\u00e9 rappresentava una somma davvero importante, dopo la guerra non era cos\u00ec. Ad un valore stampato di 5 o 10.000 Lire, con lo stesso formato, si otteneva un modesto potere d\u2019acquisto. Cos\u00ec 10.000 Lire nel 1936 erano ben 11.000\u20ac, nel 1946 rappresentavano una spesa di 330\u20ac, infine nel 1956 poco meno di 150\u20ac<a href=\"#_ftn6\" id=\"_ftnref6\"><sup>[6]<\/sup><\/a>. La problematica aveva risvolti in moltissime aree: alti costi di produzione e movimentazione dei biglietti, problemi per gli industriali nel consegnare agli operai le buste paga mensili, borse e&nbsp;borsellini sempre stracolmi. Confrontando la situazione italiana con quella estera, si notava che per movimentare un miliardo di lire in pezzi da 10.000 Lire (della serie \u201cRegine del Mare\u201d), fosse necessario un intero furgone<a href=\"#_ftn7\" id=\"_ftnref7\"><sup>[7]<\/sup><\/a>. L\u2019Italia era l\u2019unica a utilizzare banconote cos\u00ec ingombranti, eccezion fatta per la Svizzera che per dimensioni simili aveva una banconota dal valore di cambio 14 volte superiore<a href=\"#_ftn8\" id=\"_ftnref8\"><sup>[8]<\/sup><\/a>. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Le banconote italiane, con la serie degli anni \u201860, raggiungono finalmente un formato standardizzato, in cui il rapporto tra la lunghezza e l\u2019altezza \u00e8 all\u2019incirca di 2:1. \u00c8 la banconota come la conosciamo. I formati sono comodi perch\u00e9 sono oggetto d\u2019uso comune della massa, e con l\u2019intensificarsi degli scambi e l\u2019aumento dell\u2019inflazione \u00e8 necessario avere denaro pi\u00f9 maneggevole. I primi nominali ad essere introdotti nel 1963 sono i valori da 1.000 raffiguranti \u201cVerdi\u201d, e da 10.000 Lire \u201cMichelangelo\u201d, precursori della nuova serie degli \u201cUomini illustri\u201d. A cui segue il taglio da 5.000 \u201cColombo\u201d nel 1965.&nbsp;&nbsp;I due nominali pi\u00f9 alti, la \u201cMichelangelo\u201d e la \u201cColombo\u201d riducono di \u2154 le dimensioni rispetto ai valori equivalenti delle serie \u201cRegine del Mare\u201d. Per quanto riguarda la Colombo, vero soggetto di questo approfondimento, si sceglie di stampare il biglietto in tipografia indiretta (<em>offset<\/em>&nbsp;secca) e calcografia<a href=\"#_ftn9\" id=\"_ftnref9\"><sup>[9]<\/sup><\/a>&nbsp;su una carta bianca ad alte caratteristiche. Enorme era la curiosit\u00e0 prima che questa serie fosse ufficialmente presentata al grande pubblico. Le poche notizie che trapelavano nei mesi precedenti all\u2019emissione erano confuse e discordanti \u201cper non fornire utili indicazioni ai falsari<a href=\"#_ftn10\" id=\"_ftnref10\"><sup>[10]<\/sup><\/a>\u201d: era ancora nitido il ricordo delle 1.000 Lire che non entrarono mai in circolazione perch\u00e9 i&nbsp;<em>clich\u00e9s<\/em> di stampa furono trafugati gi\u00e0 prima della distribuzione.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ancora a dicembre del 1964&nbsp;&nbsp;si vociferava che sul biglietto da 5.000 Lire sarebbe stato ritratto Leonardo da Vinci<a href=\"#_ftn11\" id=\"_ftnref11\"><sup>[11]<\/sup><\/a>, oppure Raffaello<a href=\"#_ftn12\" id=\"_ftnref12\"><sup>[12]<\/sup><\/a>. In effetti, esistono dei bozzetti dell\u2019inizio degli anni \u201860 a firma Masino&nbsp;Bessi, senza indicazioni di valore, che raffigurano proprio il noto inventore (Fig. 1), <\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" width=\"898\" height=\"454\" src=\"https:\/\/davinciaste.com\/stage\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/1.jpeg\" alt=\"\" class=\"wp-image-4606\" srcset=\"https:\/\/davinciaste.com\/stage\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/1.jpeg 898w, https:\/\/davinciaste.com\/stage\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/1-300x152.jpeg 300w, https:\/\/davinciaste.com\/stage\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/1-768x388.jpeg 768w, https:\/\/davinciaste.com\/stage\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/1-18x9.jpeg 18w, https:\/\/davinciaste.com\/stage\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/1-600x303.jpeg 600w\" sizes=\"(max-width: 898px) 100vw, 898px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">e uno con valore facciale di 5.000 Lire ad opera di&nbsp;Lazzarini&nbsp;per il&nbsp;<em>recto<\/em>, Masino&nbsp;Bessi&nbsp;per il&nbsp;<em>verso<\/em>, sul divino pittore e la sua opera \u201cLa Velata\u201d (Fig. 2). <\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img decoding=\"async\" width=\"960\" height=\"575\" src=\"https:\/\/davinciaste.com\/stage\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/2-.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-4608\" srcset=\"https:\/\/davinciaste.com\/stage\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/2-.png 960w, https:\/\/davinciaste.com\/stage\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/2--300x180.png 300w, https:\/\/davinciaste.com\/stage\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/2--768x460.png 768w, https:\/\/davinciaste.com\/stage\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/2--18x12.png 18w, https:\/\/davinciaste.com\/stage\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/2--600x359.png 600w\" sizes=\"(max-width: 960px) 100vw, 960px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img decoding=\"async\" width=\"980\" height=\"561\" src=\"https:\/\/davinciaste.com\/stage\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/2.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-4609\" srcset=\"https:\/\/davinciaste.com\/stage\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/2.png 980w, https:\/\/davinciaste.com\/stage\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/2-300x172.png 300w, https:\/\/davinciaste.com\/stage\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/2-768x440.png 768w, https:\/\/davinciaste.com\/stage\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/2-18x10.png 18w, https:\/\/davinciaste.com\/stage\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/2-600x343.png 600w\" sizes=\"(max-width: 980px) 100vw, 980px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Oltre a questi due progetti, \u00e8 pervenuto un bozzetto con Tiziano (Fig. 3) <\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"965\" height=\"500\" src=\"https:\/\/davinciaste.com\/stage\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/3-copy.png\" 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class=\"wp-block-paragraph\">ad opera di&nbsp;Lazzarini. In questi lavori preliminari \u00e8 bene notare alcuni elementi degni di menzione. In&nbsp;<em>primis<\/em>, che i primi tre progetti qui illustrati furono riproposti in seguito, alcuni anni pi\u00f9 tardi sui nominali da 50 e 20 mila lire, e addirittura oltre 35 anni dopo per la Raffaello. Il soggetto di Galileo Galilei fu riproposto invece nel biglietto da 2.000 Lire, presentato con decreto ministeriale nel 1973, ma questo soggetto \u00e8 anche, in effetti, utilizzato come filigrana nella banconota da 10.000 Lire \u201cRegine del Mare\u201d assieme a Michelangelo, e nella 5.000 Cristoforo Colombo emessa nel 1965 (Fig. 5). <\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"888\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/davinciaste.com\/stage\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/5-1-888x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-4621\" srcset=\"https:\/\/davinciaste.com\/stage\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/5-1-888x1024.jpg 888w, https:\/\/davinciaste.com\/stage\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/5-1-260x300.jpg 260w, https:\/\/davinciaste.com\/stage\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/5-1-768x886.jpg 768w, https:\/\/davinciaste.com\/stage\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/5-1-1332x1536.jpg 1332w, https:\/\/davinciaste.com\/stage\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/5-1-10x12.jpg 10w, https:\/\/davinciaste.com\/stage\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/5-1-600x692.jpg 600w, https:\/\/davinciaste.com\/stage\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/5-1.jpg 1717w\" sizes=\"(max-width: 888px) 100vw, 888px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Questa difformit\u00e0 ci pone un interrogativo: che ci sia stato nella 5.000 Lire un cambio di soggetto, da Galilei a Colombo, quando gi\u00e0 parte della carta era stata preparata e perci\u00f2 si scelse questo strano accoppiamento, ossia filigrana Galilei e soggetto principale Colombo? In mancanza di documenti ufficiali, eccetto il bozzetto di cui non conosciamo l&#8217;anno preciso ma solo un generico \u201cinizio anni &#8217;60&#8221;, purtroppo navighiamo nel puro campo delle ipotesi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Tornando all\u2019emissione del noto esploratore (Fig. 6), <\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"508\" src=\"https:\/\/davinciaste.com\/stage\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/6-3-scaled-1024x508.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-4625\" srcset=\"https:\/\/davinciaste.com\/stage\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/6-3-scaled-1024x508.jpg 1024w, https:\/\/davinciaste.com\/stage\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/6-3-scaled-300x149.jpg 300w, https:\/\/davinciaste.com\/stage\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/6-3-scaled-768x381.jpg 768w, https:\/\/davinciaste.com\/stage\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/6-3-scaled-1536x761.jpg 1536w, https:\/\/davinciaste.com\/stage\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/6-3-scaled-2048x1015.jpg 2048w, https:\/\/davinciaste.com\/stage\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/6-3-scaled-18x9.jpg 18w, https:\/\/davinciaste.com\/stage\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/6-3-600x298.jpg 600w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">notiamo che sul&nbsp;<em>recto<\/em>&nbsp;si staglia un motivo geometrico che riprende la rosa dei venti intervallato da una deliziosa barchetta ornamentale (Fig. 7). <\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"576\" src=\"https:\/\/davinciaste.com\/stage\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/7-1024x576.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-4626\" srcset=\"https:\/\/davinciaste.com\/stage\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/7-1024x576.jpg 1024w, https:\/\/davinciaste.com\/stage\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/7-300x169.jpg 300w, https:\/\/davinciaste.com\/stage\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/7-768x432.jpg 768w, https:\/\/davinciaste.com\/stage\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/7-1536x864.jpg 1536w, https:\/\/davinciaste.com\/stage\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/7-18x10.jpg 18w, https:\/\/davinciaste.com\/stage\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/7-600x338.jpg 600w, https:\/\/davinciaste.com\/stage\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/7.jpg 1920w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Questi motivi occupano circa i \u00be della superficie destra. La filigrana riporta invece la gi\u00e0 citata figura di Galileo Galilei, nella cui area \u00e8 presente un delicato fondino a linee ondulate, stampato in tipografia indiretta come il motivo geometrico con barchetta.<br>Per quanto riguarda gli elementi stampati in calcografia, essi sono<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8211;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;la legenda stampata su quattro righe e firme del Governatore e del Cassiere;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8211;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;la rosetta calcografica eseguita con macchina&nbsp;<em>guilloche<\/em>&nbsp;e il valore in cifre 5.000;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8211;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;la cornicetta che delimita la parte inferiore del disegno;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8211;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;il ritratto di Cristoforo Colombo (1451-1506).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In basso, si trova la firma dell\u2019incisore Mario&nbsp;Baiardi&nbsp;(1909-1972) e del disegnatore Fiorenzo Masino&nbsp;Bessi. Il ritratto di Cristoforo Colombo \u00e8 stato preso da&nbsp;&nbsp;un&#8217;opera di Rafael&nbsp;Tejedo&nbsp;del 1828, conservata al Museo Navale di Madrid. Ricordiamo che non si conosce in realt\u00e0 il vero viso di Colombo perch\u00e9 non vi sono ritratti accreditati dell\u2019esploratore, per questo motivo esistono numerose versioni differenti.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Sull\u2019altra faccia della banconota \u00e8 stata utilizzata la stampa tipografica indiretta con due colori per raffigurare una veduta marina con la caravella Santa Maria solitaria, in basso a sinistra si trova la firma dell&#8217;incisore Trento&nbsp;Cionini&nbsp;(1919-2005). <\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"540\" src=\"https:\/\/davinciaste.com\/stage\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/6-1-scaled-1024x540.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-4630\" srcset=\"https:\/\/davinciaste.com\/stage\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/6-1-scaled-1024x540.jpg 1024w, https:\/\/davinciaste.com\/stage\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/6-1-scaled-300x158.jpg 300w, https:\/\/davinciaste.com\/stage\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/6-1-scaled-768x405.jpg 768w, https:\/\/davinciaste.com\/stage\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/6-1-scaled-1536x809.jpg 1536w, https:\/\/davinciaste.com\/stage\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/6-1-scaled-2048x1079.jpg 2048w, https:\/\/davinciaste.com\/stage\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/6-1-scaled-18x9.jpg 18w, https:\/\/davinciaste.com\/stage\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/6-1-600x316.jpg 600w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">A destra un delfino stilizzato sormonta un motivo a&nbsp;<em>guilloche<\/em> con rosa dei venti stampati a tre colori<em>.&nbsp;<\/em>Non \u00e8 presente la firma del disegnatore. Sebbene la maggior parte dei testi indichi il nome di Lazzaro&nbsp;Lazzarini, crediamo che la mancanza della sua firma e di indicazioni sul decreto di emissione siano indizi per aggiudicare la paternit\u00e0 a Fiorenzo Masino&nbsp;Bessi, come sul fronte. L\u2019emissione \u00e8 stata stampata con tre diversi decreti: 1964, 1968, 1970. Inizialmente da decreto era su carta bianca, ma nel 1968 ad un certo punto fu sostituita con una carta con toni pi\u00f9 verdini.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">All\u2019inizio del 1971 inizia intanto la stampa del nuovo modello, detto \u201cColombo II Tipo\u201d, reso&nbsp;&nbsp;necessario per implementare le caratteristiche di sicurezza a causa di nuove contraffazioni. \u00c8 inserito il filo di sicurezza metallico, delle fibrille fluorescenti agli UV e cambiata la grafica generale (Fig. 8-9). <\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"510\" src=\"https:\/\/davinciaste.com\/stage\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/9-3-scaled-1024x510.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-4637\" srcset=\"https:\/\/davinciaste.com\/stage\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/9-3-scaled-1024x510.jpg 1024w, https:\/\/davinciaste.com\/stage\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/9-3-scaled-300x149.jpg 300w, https:\/\/davinciaste.com\/stage\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/9-3-scaled-768x383.jpg 768w, https:\/\/davinciaste.com\/stage\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/9-3-scaled-1536x765.jpg 1536w, https:\/\/davinciaste.com\/stage\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/9-3-scaled-2048x1020.jpg 2048w, https:\/\/davinciaste.com\/stage\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/9-3-scaled-18x9.jpg 18w, https:\/\/davinciaste.com\/stage\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/9-3-600x299.jpg 600w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Un fondo a motivi geometrici stampato in&nbsp;<em>letter-set<\/em>&nbsp;occupa \u00be del biglietto (Fig. 10) <\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"542\" src=\"https:\/\/davinciaste.com\/stage\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/10-2-scaled-1024x542.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-4643\" srcset=\"https:\/\/davinciaste.com\/stage\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/10-2-scaled-1024x542.jpg 1024w, https:\/\/davinciaste.com\/stage\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/10-2-scaled-300x159.jpg 300w, https:\/\/davinciaste.com\/stage\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/10-2-scaled-768x407.jpg 768w, https:\/\/davinciaste.com\/stage\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/10-2-scaled-1536x814.jpg 1536w, https:\/\/davinciaste.com\/stage\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/10-2-scaled-2048x1085.jpg 2048w, https:\/\/davinciaste.com\/stage\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/10-2-scaled-18x10.jpg 18w, https:\/\/davinciaste.com\/stage\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/10-2-600x318.jpg 600w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"439\" height=\"708\" src=\"https:\/\/davinciaste.com\/stage\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/10.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-4644\" style=\"width:274px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/davinciaste.com\/stage\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/10.jpg 439w, https:\/\/davinciaste.com\/stage\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/10-186x300.jpg 186w, https:\/\/davinciaste.com\/stage\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/10-7x12.jpg 7w\" sizes=\"(max-width: 439px) 100vw, 439px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">e degrada per procedimento a iride dal giallo-verdino al giallo ocra scuro a destra (giallo-rosa secondo il DM 15\/05\/1971). Anche questo, seppur poco appariscente, \u00e8 un metodo per rendere la falsificazione pi\u00f9 problematica. Sempre in&nbsp;<em>letter-set<\/em> \u00e8&nbsp;&nbsp;la cornicetta in basso, mentre tutti gli altri elementi a seguire sono stampati in calcografia. Partendo dallo sfondo appare una cartina dell\u2019Europa, Nord Africa e Medio Oriente, arricchita da piccoli castelli e fortezze. Questi delicati ricami passano totalmente inosservati ad occhio nudo. Non sar\u00e0 per noi una sorpresa se pi\u00f9 di un lettore non li avesse mai notati prima, nonostante la familiarit\u00e0 con questo biglietto. I dettagli sono apprezzabili solo con alti ingrandimenti o con fotografie che vadano ad isolare i singoli canali del visibile (Fig. 11).<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"988\" src=\"https:\/\/davinciaste.com\/stage\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/11-1-1024x988.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-4645\" srcset=\"https:\/\/davinciaste.com\/stage\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/11-1-1024x988.jpg 1024w, https:\/\/davinciaste.com\/stage\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/11-1-300x289.jpg 300w, https:\/\/davinciaste.com\/stage\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/11-1-768x741.jpg 768w, https:\/\/davinciaste.com\/stage\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/11-1-12x12.jpg 12w, https:\/\/davinciaste.com\/stage\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/11-1-600x579.jpg 600w, https:\/\/davinciaste.com\/stage\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/11-1.jpg 1249w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"818\" height=\"773\" src=\"https:\/\/davinciaste.com\/stage\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/11-2.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-4646\" srcset=\"https:\/\/davinciaste.com\/stage\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/11-2.jpg 818w, https:\/\/davinciaste.com\/stage\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/11-2-300x283.jpg 300w, https:\/\/davinciaste.com\/stage\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/11-2-768x726.jpg 768w, https:\/\/davinciaste.com\/stage\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/11-2-13x12.jpg 13w, https:\/\/davinciaste.com\/stage\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/11-2-600x567.jpg 600w\" sizes=\"(max-width: 818px) 100vw, 818px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La mappa ha un significato speciale: il modello originale fu disegnato da Paolo dal Pozzo&nbsp;Toscanelli&nbsp;(1397-1482). I suoi calcoli e le teorie per raggiungere da occidente il&nbsp;Catai, ovvero la Cina, furono il riferimento per Cristoforo Colombo e si ipotizza che egli stesso avesse usato una mappa simile per orientare il suo viaggio. I calcoli di&nbsp;Toscanelli, per errori sulle reali dimensioni del globo, posizionavano la Cina laddove in realt\u00e0 (per fortuna) c\u2019erano le&nbsp;Americhe. Da qui il&nbsp;<em>fil&nbsp;rouge&nbsp;<\/em>che collega il cartografo e scienziato con il navigatore genovese. Al centro in basso invece \u00e8 presente un possente cavallo marino, la cui derivazione probabilmente proviene da uno degli ippocampi della fontana di Trevi (Fig. 12). <\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"576\" src=\"https:\/\/davinciaste.com\/stage\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/12-1024x576.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-4647\" srcset=\"https:\/\/davinciaste.com\/stage\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/12-1024x576.jpg 1024w, https:\/\/davinciaste.com\/stage\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/12-300x169.jpg 300w, https:\/\/davinciaste.com\/stage\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/12-768x432.jpg 768w, https:\/\/davinciaste.com\/stage\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/12-1536x864.jpg 1536w, https:\/\/davinciaste.com\/stage\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/12-18x10.jpg 18w, https:\/\/davinciaste.com\/stage\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/12-600x338.jpg 600w, https:\/\/davinciaste.com\/stage\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/12.jpg 1920w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Infine, la filigrana presenta un altro esploratore, Giovanni da&nbsp;Verrazzano&nbsp;(1485-1528), che scopr\u00ec i territori nordamericani della costa orientale e del Canada, compresa la baia di New York (Fig. 12bis).<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"795\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/davinciaste.com\/stage\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/5-2-795x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-4640\" srcset=\"https:\/\/davinciaste.com\/stage\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/5-2-795x1024.jpg 795w, https:\/\/davinciaste.com\/stage\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/5-2-233x300.jpg 233w, https:\/\/davinciaste.com\/stage\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/5-2-768x990.jpg 768w, https:\/\/davinciaste.com\/stage\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/5-2-1192x1536.jpg 1192w, https:\/\/davinciaste.com\/stage\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/5-2-9x12.jpg 9w, https:\/\/davinciaste.com\/stage\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/5-2-600x773.jpg 600w, https:\/\/davinciaste.com\/stage\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/5-2.jpg 1347w\" sizes=\"(max-width: 795px) 100vw, 795px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il retro della banconota aggiorna il vecchio modello, mostrando tre Caravelle che avanzano in mezzo ai flutti, sulla destra due delfini avviluppati ad un\u2019ancora dalla quale si snoda un nastro. Il fondino formato da intrecci di linee dritte e ondulate stampate in<em>&nbsp;letter-set<\/em>&nbsp;con procedimento a iride, per ultimo, conferiscono degli effetti cromatici rosa e grigio azzurri (Fig. 13). <\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"576\" src=\"https:\/\/davinciaste.com\/stage\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/13-1024x576.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-4649\" srcset=\"https:\/\/davinciaste.com\/stage\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/13-1024x576.jpg 1024w, https:\/\/davinciaste.com\/stage\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/13-300x169.jpg 300w, https:\/\/davinciaste.com\/stage\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/13-768x432.jpg 768w, https:\/\/davinciaste.com\/stage\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/13-1536x864.jpg 1536w, https:\/\/davinciaste.com\/stage\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/13-18x10.jpg 18w, https:\/\/davinciaste.com\/stage\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/13-600x338.jpg 600w, https:\/\/davinciaste.com\/stage\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/13.jpg 1920w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019intera serie degli uomini illustri ha accompagnato gli italiani per circa vent\u2019anni, vivendo in anni di grande crescita e cambiamenti, e molti considerano queste banconote le pi\u00f9 belle della Repubblica. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ma per concludere con una nota di nostalgia, quando furono presentate per la prima volta al grande pubblico, un giornalista de La Stampa<a href=\"#_ftn13\" id=\"_ftnref13\"><sup>[13]<\/sup><\/a>&nbsp;si crucciava di quanto la serie fosse \u201cmisogina\u201d esclamando: \u00abLe donne sono state cacciate da tutte le carta-monete italiane\u00bb addio alla Simonetta delle 1.000 Lire, addio alle Regine del Mare dei biglietti di grande formato, e addio pure alla fanciulla delle 500 Lire. I nuovi biglietti sarebbero stati piccoli e \u201cmaschili\u201d. Il cronista commentava, con una certa dose di malinconia \u00abQuesta era Simonetta<a href=\"#_ftn14\" id=\"_ftnref14\"><sup>[14]<\/sup><\/a>&nbsp;che indifferentemente guardavamo e sfioravamo ogni giorno con le dita. Ora invece accarezzeremo le barbe di Michelangelo e di Verdi. Ci\u00f2 che \u00e8 assai pi\u00f9 austero, ma meno piacevole.\u00bb<br><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Riferimenti<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">CORRIERE 1959 =&nbsp;<em>Formato dollaro le banconote da 5 e 10 mila?&nbsp;<\/em>in Corriere della Sera del 20-21 Agosto 1959.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><a href=\"https:\/\/archivio.corriere.it\/Archivio\/interface\/view.shtml#!\/MTovZXMvaXQvcmNzZGF0aWRhY2kxL0A3MzAxNg%3D%3D\">https:\/\/archivio.corriere.it\/Archivio\/interface\/view.shtml#!\/MTovZXMvaXQvcmNzZGF0aWRhY2kxL0A3MzAxNg%3D%3D<\/a><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">CORRIERE 1964 =&nbsp;<em>Biglietti da 5000 NUOVI a Pasqua&nbsp;<\/em>in Corriere della Sera del 5-6 Dicembre 1964.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><a href=\"https:\/\/archivio.corriere.it\/Archivio\/interface\/view.shtml#!\/NDovZXMvaXQvcmNzZGF0aWRhY2kxL0AxMDE3MTU%3D\">https:\/\/archivio.corriere.it\/Archivio\/interface\/view.shtml#!\/NDovZXMvaXQvcmNzZGF0aWRhY2kxL0AxMDE3MTU%3D<\/a><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">CRAPANZANO 1996 = G.&nbsp;Crapanzano,&nbsp;<em>Soldi d\u2019Italia,&nbsp;<\/em>Parma 1996.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">LASTAMPA 1960 =<em>&nbsp;L\u2019Oscar del 1959 della moneta assegnato alla lira italiana<\/em>&nbsp;&#8211; Anno 94 Numero 10 del 12 Gennaio 1960 p. 5.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><a href=\"http:\/\/www.archiviolastampa.it\/component\/option,com_lastampa\/task,search\/mod,libera\/action,viewer\/Itemid,3\/page,5\/articleid,0072_01_1960_0010_0005_16611838\/\">http:\/\/www.archiviolastampa.it\/component\/option,com_lastampa\/task,search\/mod,libera\/action,viewer\/Itemid,3\/page,5\/articleid,0072_01_1960_0010_0005_16611838\/<\/a><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">LASTAMPA 1962 =&nbsp;<em>Spariranno i bigliettoni,&nbsp;<\/em>in La Stampa, Anno 94 Numero 190 del 28-29 Agosto 1962, p. 2.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><a href=\"http:\/\/www.archiviolastampa.it\/component\/option,com_lastampa\/task,search\/mod,libera\/action,viewer\/Itemid,3\/page,2\/articleid,1568_02_1962_0190_0002_23724458\/\">http:\/\/www.archiviolastampa.it\/component\/option,com_lastampa\/task,search\/mod,libera\/action,viewer\/Itemid,3\/page,2\/articleid,1568_02_1962_0190_0002_23724458\/<\/a><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">LASTAMPA 281-1964 =&nbsp;<em>Nuovi biglietti da cinquemila in corso di stampa al Poligrafico<\/em>, in La Stampa, Anno 98 Numero 281 del 6 Dicembre 1964, p. 15.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><a href=\"http:\/\/www.archiviolastampa.it\/component\/option,com_lastampa\/task,search\/mod,libera\/action,viewer\/Itemid,3\/page,15\/articleid,0100_01_1964_0281_0015_10814064\/\">http:\/\/www.archiviolastampa.it\/component\/option,com_lastampa\/task,search\/mod,libera\/action,viewer\/Itemid,3\/page,15\/articleid,0100_01_1964_0281_0015_10814064\/<\/a><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">LASTAMPA 294-1964 =&nbsp;<em>I nuovi biglietti da 5.000 Lire,&nbsp;<\/em>in La Stampa, Anno 96 Numero 294 del 30-31 Dicembre 1964, p. 13.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><a href=\"http:\/\/www.archiviolastampa.it\/component\/option,com_lastampa\/task,search\/mod,libera\/action,viewer\/Itemid,3\/page,13\/articleid,1559_02_1964_0294_0013_21907968\/\">http:\/\/www.archiviolastampa.it\/component\/option,com_lastampa\/task,search\/mod,libera\/action,viewer\/Itemid,3\/page,13\/articleid,1559_02_1964_0294_0013_21907968\/<\/a><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">LASTAMPA 1965 =&nbsp;<em>Addio a una bella signora che ci sorrideva dalle mille Lire,&nbsp;<\/em>in La Stampa, Anno 97 Numero 3 del 5-6 Gennaio 1965, p. 3.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><a href=\"http:\/\/www.archiviolastampa.it\/component\/option,com_lastampa\/task,search\/mod,libera\/action,viewer\/Itemid,3\/page,3\/articleid,1548_02_1965_0003_0003_23329958\/\">http:\/\/www.archiviolastampa.it\/component\/option,com_lastampa\/task,search\/mod,libera\/action,viewer\/Itemid,3\/page,3\/articleid,1548_02_1965_0003_0003_23329958\/<\/a><\/p>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator has-alpha-channel-opacity\"\/>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><a href=\"#_ftnref1\" id=\"_ftn1\"><sup>[1]<\/sup><\/a>&nbsp;LASTAMPA 1960. Il titolo fu vinto anche nel 1964 per la spettacolare ripresa della lira che aveva rischiato la svalutazione. L\u2019Italia era passata da una situazione di deficit con oltre un&nbsp;&nbsp;miliardo di dollari di passivo, a un attivo di quasi ottocento milioni di dollari in pochi mesi. Una dimostrazione della capacit\u00e0 delle autorit\u00e0 italiane di risanare l&#8217;economia e di ridurre drasticamente le importazioni senza creare antagonismi internazionali.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><a href=\"#_ftnref2\" id=\"_ftn2\"><sup>[2]<\/sup><\/a>&nbsp;CRAPANZANO 1996.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><a href=\"#_ftnref3\" id=\"_ftn3\"><sup>[3]<\/sup><\/a>&nbsp;CORRIERE 1959<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><a href=\"#_ftnref4\" id=\"_ftn4\"><sup>[4]<\/sup><\/a>&nbsp;LASTAMPA 1962<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><a href=\"#_ftnref5\" id=\"_ftn5\"><sup>[5]<\/sup><\/a>&nbsp;I primi biglietti della nuova emissione \u201cUomini illustri\u201d furono le 1.000 Lire \u201cVerdi\u201d e le 10.000 Lire \u201cMichelangelo\u201d nel 1962, seguiti dalle 5.000 Lire \u201cColombo\u201d del 1964, le 50.000 \u201cLeonardo\u201d e le 100.000 \u201cManzoni\u201d nel 1967. Chiudono la serie le 5.000 Lire \u201cColombo\u201d II tipo nel 1971 e le&nbsp;&nbsp;20.000 Lire \u201cTiziano\u201d nel 1975.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><a href=\"#_ftnref6\" id=\"_ftn6\"><sup>[6]<\/sup><\/a>&nbsp;Fonte ISTAT su valori in Euro aggiornati al 2016.<br><a href=\"https:\/\/www.infodata.ilsole24ore.com\/2018\/03\/14\/calcola-il-potere-dacquisto-in-lire-ed-euro-dal-1860-al-2015\/\">https:\/\/www.infodata.ilsole24ore.com\/2018\/03\/14\/calcola-il-potere-dacquisto-in-lire-ed-euro-dal-1860-al-2015\/<\/a><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><a href=\"#_ftnref7\" id=\"_ftn7\"><sup>[7]<\/sup><\/a>&nbsp;LASTAMPA 1962<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><a href=\"#_ftnref8\" id=\"_ftn8\"><sup>[8]<\/sup><\/a>&nbsp;<em>Ibid.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><a href=\"#_ftnref9\" id=\"_ftn9\"><sup>[9]<\/sup><\/a>&nbsp;Le emissioni precedenti erano stampate in tipografia e calcografia.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><a href=\"#_ftnref10\" id=\"_ftn10\"><sup>[10]<\/sup><\/a>&nbsp;LASTAMPA 281-1964.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><a href=\"#_ftnref11\" id=\"_ftn11\"><sup>[11]<\/sup><\/a>&nbsp;<em>Ibid.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><a href=\"#_ftnref12\" id=\"_ftn12\"><sup>[12]<\/sup><\/a>&nbsp;CORRIERE 1964<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><a href=\"#_ftnref13\" id=\"_ftn13\"><sup>[13]<\/sup><\/a>&nbsp;LASTAMPA 1965.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><a href=\"#_ftnref14\" id=\"_ftn14\"><sup>[14]<\/sup><\/a>&nbsp;Riferito alla 1.000 Lire \u201cOrnata di perle\u201d.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Pubblicato su AIC Magazine &#8211; 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