Il Granducato di Toscana è stato il primo tra gli antichi stati italiani a introdurre una vera e propria circolazione monetaria cartacea con biglietti al portatore garantiti dallo Stato.
Durante l’invasione napoleonica, l’economia del Granducato subì un contraccolpo, ma già nel 1802, Lodovico di Borbone-Parma tentò di avviare una Banca di sconto su modello della Banque de France, grazie all’iniziativa di due mercanti, Federico Fenzi e Antonio Sala. Tuttavia, la morte prematura di Fenzi e la crisi finanziaria causata dalle richieste dei francesi portarono alla chiusura dell’iniziativa.
Dopo la caduta di Napoleone, Ferdinando III riprese il potere nel 1814 e approvò nel 1816 la creazione della Cassa di Sconto di Firenze, con un capitale iniziale di 120.000 scudi, di cui 60.000 versati dallo Stato. La Cassa emise biglietti al portatore, la cui circolazione era controllata rigorosamente.
La prima serie di biglietti, emessa nel gennaio 1817, fu presto ritirata per problemi di contraffazione e sostituita da una seconda emissione nel maggio dello stesso anno. Nei primi anni, l’emissione rispettò la normativa, ma nel 1819 venne rilevato un eccesso di biglietti in circolazione. Gli amministratori giustificarono l’eccesso e chiesero al Sovrano una sanatoria benevola.
Nonostante le buone intenzioni, la gestione della Cassa di Sconto non soddisfece né il governo né la popolazione. La concessione di grandi prestiti a pochi commercianti, molti dei quali insolventi, portò nel 1826 alla decisione di chiudere la Cassa.
Alla chiusura della Cassa di Sconto, i biglietti non ancora convertiti furono ritirati, rimborsati e bruciati dalla nuova Banca di Sconto. Un verbale del 1827 riportava ancora 61 biglietti non riscossi, e nel 2003 una serie completa dei biglietti definitivi è stata ritrovata negli archivi di una famiglia patrizia toscana.
Fino a pochi anni fa, i biglietti della Cassa di Sconto di Firenze erano poco conosciuti. Informazioni dettagliate sono state pubblicate solo recentemente, grazie agli studi di appassionati come Enzo Fortini. Del biglietto da 100 lire della Cassa di sconto emesso nel maggio 1817 sono censiti solo 7 pezzi tutti non emessi. Un esemplare simile è stato battuto nell’asta Zanaria il 6 maggio 2010 partendo da una base di 18.000 euro ha ricevuto offerte fino a 25.000 più diritti




